“A CASA MIA”: MARIO PIREDDA VINCE IL DAVID DI DONATELLO PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO. Al lungometraggio “La Stoffa dei Sogni” di Gianfranco Cabiddu, ben 9 candidature.

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“A CASA MIA”: MARIO PIREDDA VINCE IL DAVID DI DONATELLO PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO. Al lungometraggio “La Stoffa dei Sogni” di Gianfranco Cabiddu, ben 9 candidature.

MARIO-PIREDDA-Locandina-di-A-CASA-MIA

Mario Piredda, (regia e sceneggiatura),
Roberta Aloisio (aiuto regista),
Pietro Rais e Francesca Melis (scenografi),
Stefania Grilli (costumista)
Salvatore Aresu (aiuto costumista)
Piero Fancellu (fonico di presa diretta)
Stella la Boccetta (segretaria di edizione)
Riccardo de Luca (assistente operatore)
Alberto Badas (macchinista)
Manlio Delogu (aiuto macchinista)

CONGRATULAZIONI!!!

Naturalmente le congratulazioni vanno anche a tutto il resto dell’equipe e a tutto il cast artistico, ma in questo post ci preme sottolineare l’orgoglio che sentiamo, nel leggere i nomi di tanti amici sardi, soci di Moviementu e non, nei titoli di testa e di coda del cortometraggio “A CASA MIA” con cui il caro e bravissimo Mario Piredda si è aggiudicato il David di Donatello per il miglior corto.
Dobbiamo dire che il premio non ci stupisce, perché per Mario (che aveva già avuto una meritata candidatura con il suo “IO SONO QUI”), era solo questione di tempo. Il talento artistico e poetico, la serietà e la caparbietà non gli mancano di certo.
E non stupisce neanche il fatto che ormai in Sardegna si stiano consolidando delle professionalità di lunga e provata esperienza e che se ne stiano formando di nuove con sempre maggiore frequenza, attraverso i percorsi formativi e professionali più disparati.
Si tratta di un movimento in crescita continua e che siamo sicuri sarà capace, col tempo, di continuare a sviluppare e a dare impulso a una vera e propria filiera cinema della Sardegna, un comparto che sta ormai diventando una realtà. Un’industria culturale, di poesia e anche di intrattenimento, di capacità artistiche e tecniche, in cui lavorano sempre più giovani talenti e in cui finalmente si stanno consolidando sempre più le esperienze di più lungo corso.
Ormai le occasioni per la formazione all’estero o nel resto del paese non mancano e anche in Sardegna negli ultimi anni sono aumentate le possibilità in questo senso. Le occasioni di mettere in pratica le conoscenze acquisite sui set si fanno sempre più frequenti. Questo in primo luogo grazie alla vitalità, al coraggio e al talento di un vero e proprio movimento di gente che in Sardegna pensa da tempo, concretamente, al cinema e all’audiovisivo come al proprio mestiere.
Come associazione abbiamo finora cercato di creare una rete per favorire il contatto fra operatori di tutti i rami del settore e perché si formasse l’humus adatto allo sviluppo di collaborazioni e nuovi progetti. Crediamo di esserci riusciti in gran parte e, incoraggiati dai risultati, continueremo a farlo. Così come continueremo a difendere l’importanza per la Sardegna di avere una legge regionale dedicata al cinema come quella che abbiamo, una legge che da due anni (e questo sarà il terzo) ha ricominciato a promuovere la filiera cinema con un finanziamento non esorbitante, ma sufficiente, per lo meno, a far ripartire la filiera, sostenendo nuovamente la formazione e la didattica, i festival e la produzione, rimettendo in moto le idee degli autori, e riportando le maestranze e le figure tecnico artistiche della Sardegna a lavorare sui set dell’isola. Una legge che  prevede e finanzia, per il suo funzionamento, anche la Film Commission regionale. Sono stati fatti dei passi avanti ma è fondamentale che la politica capisca davvero che non si può interrompere questo processo, pena la vanificazione degli interventi finora sostenuti. I veri risultati devono ancora arrivare. Ma perchè questo succeda la legge cinema deve diventare strutturale. Il suo finanziamento deve divenire automatico e certo. Programmatico. I film non si fanno in un anno. Non ha senso un intervento una tantum. Speriamo quindi che nel bilancio di previsione per gli anni 2018/19 vengano fin d’ora inserite, in sede di finanziaria, delle cifre congrue che diano il senso di una volontà programmatica di sostegno allo sviluppo del comparto sia agli operatori del settore cine audiovisivo dell’isola che a chi, dall’esterno, potrebbe essere interessato a investire per la realizzazione di film e altri prodotti audiovisivi nella nostra isola.
Tutto ha ancora bisogno di migliorare, e non poco: dalla stabilità della legge alla funzionalità della Film Commission regionale. E occorre fare in fretta e bene per non far spegnere la fiamma. Si può fare. Basta volerlo.

Prima di chiudere questo post, vogliamo ricordare che oltre al David per il miglior cortometraggio a Mario Piredda, la Sardegna porta a casa 9 nomination con il film “La stoffa dei sogni”, di Gianfranco Cabiddu (altro film nato grazie anche all’importante sostegno economico della legge regionale sul cinema).

A Cabiddu e a tutto lo staff del film vanno le nostre congratulazioni e soprattutto gli auguri per il buon esito della fase finale.

E infine ci piace citare un post che Mario Piredda ha pubblicato oggi sulla sua bacheca di Facebook. Un post che sentiamo molto vicino e che di sicuro la dice lunga su cosa possa essere il lavoro del cinema quando a farlo sono persone di sensibilità e dedizione professionale:

Del mio cortometraggio “A Casa Mia” preferisco la parte finale, i titoli di coda; quel rullo dove sono impressi i vostri nomi. Dietro quei nomi ci sono delle persone che, con la loro professionalità, sensibilità e umanità, hanno creato questo piccolo film.
Il premio è vostro.
Grazie

Chapeau, Mario Piredda.