CINEMA: LA GIUNTA STANZIA OLTRE 4 MILIONI DI EURO PER SVILUPPO SETTORE. A OPERA PRIMA 200.000 EURO

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CINEMA: LA GIUNTA STANZIA OLTRE 4 MILIONI DI EURO PER SVILUPPO SETTORE. A OPERA PRIMA 200.000 EURO

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CINEMA: GIUNTA STANZIA OLTRE 4 MILIONI DI EURO PER SVILUPPO SETTORE. A OPERA PRIMA 200.000 EURO

Questo è il titolo della notizia postata ieri dal sito ufficiale della Regione Sardegna (ecco il link: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=311588&v=2&c=217&t=1 ).

Potrebbero sembrare ottime notizie, anzi, in parte lo sono davvero, basta leggere l’articolo del sito della Regione Sardegna per rendersi conto che settori come festival, didattica e università godono per la prima volta dopo tanto tempo di continuità e dignità del finanziamento. Non si può dire lo stesso per quanto riguarda il sostegno alla produzione.
In realtà, ancora una volta, le autorità preposte allo sviluppo della cultura e delle industrie culturali in Sardegna, e quindi del cinema, non riescono a stare con il piede in una sola scarpa, e così facendo finiscono sempre per rovinare i risultati degli ottimi presupposti che riescono a creare.

CI SPIEGHIAMO: l’anno scorso, dopo ben cinque anni senza bandi per lo sviluppo di lungometraggi di interesse regionale, la giunta, grazie alla volontà dell’assessore Firino (e alle pressioni forti esercitate ormai da tre anni da tutti i soci di Moviementu e da altri operatori del settore) ha finalmente finanziato in modo dignitoso il settore cinema. Un settore che vede nella produzione di lungometraggi e cortometraggi e nello sviluppo delle sceneggiature la sua colonna vertebrale, ma che riguarda le più disparate attività a essa collegate: distribuzione ed esibizione cinematografica, didattica del cinema nelle scuole, università, workshop e laboratori, formazione del pubblico, festival, premi e rassegne, cineteca regionale (per ora solo in teoria) ecc. ecc. ecc.

Abbiamo ritenuto quello dell’anno scorso un buon inizio e confidavamo che, oltre al ritorno al finanziamento, ci fosse finalmente l’inizio di un percorso che portasse stabilità e certezza delle regole.
La notizia che quest’anno i fondi per il cinema sarebbero ammontati a 4.000.000 di euro (notizia trapelata mesi fa, in sede di finanziaria) faceva molto ben sperare. Il ragionamento assessoriale sembrava essere stato: “l’anno scorso i progetti presentati sono stati tanti da rendere insufficiente il finanziamento disponibile. Quest’anno aumentiamo il finanziamento in modo che non si ripeta una situazione del genere.”

Ma con nostra grande delusione ci rendemmo conto da subito che il progetto era un altro: un emendamento presentato da alcuni consiglieri di Sel (il partito dell’assessore Firino) chiedeva infatti che di quei quattro milioni, uno fosse utilizzato per finanziare i progetti ammessi nel 2015 ma non finanziati per insufficienza dei fondi.

Moviementu fu da subito contrario e lo fece presente con un comunicato deciso, chiaro e senza sconti all’assessore, alla Giunta, al Consiglio, alla Commissione Cultura e agli stessi consiglieri che avevano presentato l’emendamento.

Questo uno stralcio di quella nostra comunicazione:

“Pur riconoscendo le intenzioni positive di chi si propone, oggi, di compensare a posteriori le risorse non sufficienti a soddisfare i bisogni di un settore per tanti anni privo di finanziamenti, si ritiene che sugli emendamenti finalizzati a ciò si debba esprimere un parere del tutto negativo. Si è infatti profondamente convinti che attualmente il comparto cinema necessiti di una normalizzazione nell’applicazione della legge dopo che per anni è stata applicata a singhiozzo o adattandola alle precarie esigenze del momento. Servono quindi regole certe, stabili e prefissate, bandi regolari e trasparenza per permettere a un settore potenzialmente di grande interesse culturale ed economico di crescere e consolidarsi. Si ritiene infatti che solo la costanza degli investimenti e la certezza delle regole possa dare agli operatori quella sicurezza che consente di costruire progetti solidi e duraturi nel tempo, laddove gli interventi occasionali e di emergenza non facciano altro che soddisfare bisogni immediati senza un preciso disegno di sviluppo, confermando il senso di precarietà e discrezionalità che troppo spesso ha caratterizzato l’intervento pubblico nel comparto.
Il discorso di Moviementu si fonda su una strategia di politica culturale a lungo termine secondo cui bisogna portare i finanziamenti a regime, con la pubblicazione dei bandi in tempi tali da permettere di realizzare le attività in modo regolare, con gli stanziamenti assegnati con criteri trasparenti e senza rischi di ambiguità da figure competenti. Una strategia che non guarda al vantaggio immediato – diversi soci di Moviementu, infatti, avrebbero un vantaggio professionale immediato dal sostegno alle opere ritenute ammissibili lo scorso anno (fra questi lo stesso presidente dell’associazione, in quanto regista del primo fra i lungometraggi ritenuti ammissibili e non finanziato per mancanza di fondi) – ma volta alla costruzione di un edificio dalla basi solide che possa durare negli anni.”

L’EMENDAMENTO, DI FATTO (che sia stato per il nostro intervento o per altre scelte autonome il risultato non cambia) FU SUBITO RITIRATO.

OGGI l’assessore decide di attuare comunque la scelta politica di procedere con il suo piano, anche senza quell’emendamento.

Preso atto della contrarietà di una grossa fetta degli operatori sardi del settore riuniti in Moviementu, preso atto della contrarietà di almeno la metà dei partecipanti alla riunione della Consulta per il Cinema chiamata a esprimersi sul provvedimento, e nonostante la prevedibile contrarietà di tutti gli operatori, interni ed esterni all’associazione (che da mesi e mesi si preparano per partecipare ai bandi 2016 e si ritroveranno i fondi per lo sviluppo di lungometraggi fortemente ridimensionati rispetto a quelli dello scorso anno), l’assessore va avanti col suo progetto.

Una parte dei fondi destinati ai bandi produzione di quest’anno verranno dunque, davvero, destinati ai progetti del 2015 non finanziati per insufficienza dei fondi.

Si tratta, beninteso, di film che l’anno scorso hanno partecipato a un bando regolare, e che la commissione tecnica artistica prevista dalla legge ha giudicato, per le loro caratteristiche artistiche tecniche e produttive, ammissibili a finanziamento. Ma i fondi non permettevano di finanziarli tutti, per cui si sono finanziati i primi quattro in graduatoria. Potrebbe anche sembrare una cosa positiva, quindi, il voler rimediare a posteriori a questa situazione pregressa.

Ma facendo un rapido e realistico calcolo, per finanziare in modo credibile i cinque lungometraggi e due cortometraggi in graduatoria 2015, l’assessore dovrà distrarre presumibilmente, all’incirca, fra gli 800.000 e un milione di euro (così come era previsto nell’emendamento poi ritirato). Questo vuol dire che, stando alle cifre pubblicate ieri (in tutto alla coproduzione di lungometraggi sono riservati 1.650.000 euro), resterà in realtà, per la coproduzione di lungometraggi di interesse regionale del 2016 la cifra del tutto insufficiente di circa 650.000/850.000 euro (a fronte di un finanziamento complessivo della legge di quattro milioni!!!).

Ebbene, nonostante l’assessore ci voglia convincere della bontà della sua iniziativa, e nonostante vogliamo credere alla buona volontà e alla buona fede del provvedimento, non possiamo che confermare assolutamente la nostra contrarietà, giacché il provvedimento, a conti fatti, sarà più inutile e dannoso che risolutivo, e spieghiamo il perché:

1) non si è fatto tesoro dell’insegnamento dell’anno scorso e, anzi che riconoscere di aver mal valutato la possibile entità dell’adesione ai bandi da parte degli operatori, si è imputato il gran numero di domande al fermo della legge dei cinque anni precedenti. Grossolano errore. La realtà è che anche quest’anno è prevedibile che i progetti che verranno presentati saranno tanti. Ma a causa di questo provvedimento i fondi a disposizione finiranno per essere la metà di quelli dell’anno scorso.

Risultato: si rimedia all’insufficienza di fondi del 2015, creandone una ancora più grave per quest’anno.

2) creare un provvedimento con carattere di dichiarata eccezionalità, come si sta facendo, non va certo nella direzione di una “normalizzazione” della legge. Il cinema ha bisogno di norme certe e bandi regolari. C’è bisogno di programmazione, non di interventi straordinari.

3) Tutti coloro che presenteranno progetti quest’anno sanno già fin d’ora che questo provvedimento è straordinario (lo dichiara l’assessore Firino) e che alcuni o molti di loro, se anche quest’anno (come certamente avverrà, data l’esiguità dei fondi) saranno ritenuti meritevoli dalle graduatorie, non verranno poi finanziati per insufficienza dei fondi, e potranno solo tenersi il risultato e tacere, perché non ci saranno altre eccezioni nel 2017.
Che tipo di clima si crea nel settore con questo tipo di sperequazioni, con questi provvedimenti arbitrari?

4) Vista la probabile contrarietà della maggior parte degli operatori del settore, e quella esternata più volte, ufficialmente, da Moviementu ( in primis, come già detto, dal suo presidente, il quale in realtà, essendo un suo progetto il primo in graduatoria fra i progetti idonei ma non finanziati nel 2015, avrebbe tutto l’interesse ad essere favorevole), non si capisce chi potrebbe andare a beneficiare una scelta di questo genere se non quei pochi specifici produttori o autori direttamente interessati in alcuni dei progetti dello scorso anno. Consideriamo normale che si vogliano vedere i propri film finanziati e anche che l’assessore ascolti le esigenze di tutti. La sensazione finale però, alla fine dei conti, è che in fase di decisione si finisca per far passare, come troppo spesso avviene, l’interesse (seppur legittimo) e le richieste di pochi al di sopra delle legittime aspirazioni di tutti gli altri. La buona fede dell’azione, purtroppo, non mitiga la negatività del risultato.

Moviementu, come deciso dai suoi soci, attende ovviamente di vedere il contenuto esatto della delibera, e di verificare la legittimità della misura prima di prendere qualsiasi decisione. Di sicuro però, se anche tutto fosse stato fatto nel pieno rispetto delle normative vigenti e delle corrette procedure amministrative, dobbiamo fin d’ora, esprimere il nostro rammarico per il fatto che, ancora una volta, si sia mancato l’obiettivo di rendere stabile e credibile per gli operatori l’iter dei bandi cinema e programmabile l’attività del settore produzione, nonché quello di creare un clima di vera certezza e vera trasparenza nel mondo del cinema isolano.

Nonostante tutto questo, apprezziamo molto il fatto che l’assessore abbia comunque creduto doveroso dare una continuità di finanziamento al cinema (dimostrando così di ritenerlo importante) e pensato di destinare una parte dei fondi produzione a un’opera prima di lungometraggio, per favorire l’esordio dei giovani. Quest’ultima era anche una delle richieste che Moviementu aveva più volte fatto alla politica e che da tempo ha fra i punti della sua piattaforma, insieme ad altre misure. Fa piacere che anche l’assessore l’abbia ritenuta una priorità.

Per chiudere, ecco un elenco delle altre richieste fatte recentemente da Moviementu (riteniamo nell’interesse della maggior parte degli operatori di tutti i settori della filiera) e sulle quali speriamo l’assessore abbia voluto davvero ascoltare. Lo vedremo nei criteri di attuazione dei bandi quando (speriamo prestissimo) verranno pubblicati.

Le nostre richieste, testualmente:

Per quanto riguarda lo sviluppo delle sceneggiature è già previsto il sostegno ad almeno un progetto proposto da un giovane esordiente. In questo caso andrebbe definito il limite d’età – per esempio, under 40.

Nel caso della produzione dei lungometraggi andrebbe previsto il sostegno di almeno un’opera prima (senza limite d’età in questo caso) per favorire l’esordio degli autori giovani ma anche di quegli autori che pur non potendo più essere considerati tali, e nonostante una traiettoria di valore dimostrabile, non hanno ancora avuto la possibilità di esordire nel lungometraggio.

Un ragionamento analogo a quello adottato per lo sviluppo della sceneggiatura dovrebbe essere applicato anche alla produzione di cortometraggi dove, però, il numero di contributi riservati ai giovani (under 40 ) deve essere maggiore di uno (fino a tre).

Riguardo la voce “cortometraggi”, poi, si ritiene opportuno aprire nuovamente la possibilità di partecipazione ai bandi alle persone fisiche, permettendo così un più facile accesso ai giovani autori. Dato che questa possibilità, seppure prevista dalla legge sul cinema (art.6 comma 3), potrebbe creare dei problemi di rendicontazione, proponiamo la seguente soluzione: per gestire la rendicontazione dei contributi da parte delle persone fisiche si potrebbe porre come condizione che, nel caso in cui si ottenga il sostegno della Regione, sia poi necessario per la persona chiudere un accordo scritto con una casa di produzione che prenda in carico il progetto per rendere il finanziamento operativo.

Riguardo la voce “sviluppo sceneggiature di lungometraggio” si ritiene opportuno aprire la possibilità di partecipazione ai bandi anche alle persone fisiche, ovvero agli autori, permettendo così un più facile accesso agli stessi. Anche in questo caso, ove si ottenga il sostegno della Regione, sarà poi necessario per l’autore chiudere un accordo scritto con una casa di produzione che prenda in carico il progetto filmico per rendere il finanziamento operativo.

Per quanto riguarda i bandi per lo sviluppo della sceneggiatura teniamo poi ad evidenziare il problema costituito dalla limitazione al 15% del contributo per il compenso dell’autore. Trattandosi infatti di finanziamenti per lo sviluppo della sceneggiatura (di qualcosa dunque che prevede sostanzialmente un lavoro di ricerca e scrittura) risulta evidente come riservare al compenso dell’autore al massimo il 15% del contributo significa costringere la casa di produzione a giustificare costi di ‘ricerca’ eccessivi (e talvolta improbabili) e gli autori ad essere sottopagati ex lege. A nostro parere il bando non dovrebbe prevedere una soglia massima per il compenso degli autori, bensì una soglia minima del 50%.

I progetti di sceneggiatura sviluppati con il contributo della legge sul cinema regionale dovrebbero avere un riconoscimento in termini di punteggio qualificante quando partecipano ai bandi per la produzione.

Per quanto riguarda il criterio della “valorizzazione dell’identità regionale”: Il concetto, già presente e ‘forte’ nei criteri che regolano l’applicazione della legge, dovrebbe tenere conto anche della “identità dello sguardo’, e cioè della capacità di un autore di guardare al mondo attraverso una prospettiva legata alla propria cultura.

In aggiunta a questi punti, ci teniamo a ribadire quanto già detto in diverse occasioni sulla tempistica di realizzazione dei progetti ammessi a contributo per gli interventi non di produzione (festival, didattica, università ecc.). Troppo spesso il periodo utile per svolgere le attività ammesse a contributo, dopo la comunicazione ufficiale da parte degli uffici, è risicato e costringe i beneficiari a salti mortali per riuscire a rientrare nei tempi fissati dai regolamenti. E’ quindi necessario prevedere un periodo congruo che non può essere inferiore ai sei mesi e deve essere comunque di almeno un anno per i festival, i premi, le attività formative e la ricerca.

Per quanto riguarda festival e premi sarebbe poi davvero importante prevedere un coordinamento generale. Servono delle misure volte a evitare accavallamenti e a distribuire nel tempo e nei diversi territori l’offerta cinematografica.

Ricordiamo infine l’importanza che un adeguato compenso avrebbe ai fini del corretto lavoro della commissione tecnico-artistica, e auspichiamo che venga trovata al più presto una soluzione a questo problema affatto trascurabile.

Ciao a tutti,

Moviementu, Rete Cinema Sardegna