GIÙ LE MANI DALLA LEGGE CINEMA

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GIÙ LE MANI DALLA LEGGE CINEMA

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Moviementu Rete Cinema Sardegna ha convocato per sabato 5 presso i locali della MEM, la mediateca del Mediterraneo in via Mameli, alle ore 11,00 una conferenza stampa che si è resa necessaria per chiarire la posizione dei tanti operatori del mondo cinematografico e audiovisivo che compongono la nostra associazione sulla legge regionale sul cinema.

In questi anni la più grande associazione di lavoratori del cinema ha sempre dialogato con le istituzioni e le forze politiche di governo e di opposizione che operano nella nostra Regione cercando soluzioni alle problematiche legate al nostro settore lavorativo. Apprendiamo ora amareggiati che un partito politico propone la riscrittura della legge 15 del 2006, con la motivazione che “a 12 anni dalla sua nascita la legge è inadeguata e di fatto inattuata sotto diversi profili”, sostenendo inoltre che “prioritario dovrà essere un tavolo di confronto fra tutti gli operatori sardi”.

Siamo in estremo disaccordo con questo giudizio negativo rispetto ai risultati della legge 15. Da quando la legge ha iniziato ad essere finanziata in modo certo e stabile, e anche prima, seppure venisse finanziata in modo più saltuario, ha consentito la produzione di numerosi film, che hanno avuto grande visibilità,  ricevendo premi, grande attenzione dal pubblico e dalla critica, partecipando a importanti festival  nazionali ed internazionali,  e contribuito allo sviluppo di una filiera che ha generato cultura e lavoro.

La legge, va detto, come tutte le cose è perfettibile, e a distanza di 12 anni dalla sua scrittura può essere migliorata, ed ovviamente per farlo è necessario confrontarsi con gli operatori sardi. Ma ci stupisce che chi si interessa al nostro settore non sappia che questo tavolo di confronto già esiste, le varie rappresentanze del cinema sardo si sono già incontrate più volte con le istituzioni  per dare corpo a un adeguamento della legge capace di renderla complementare alla normativa nazionale e adeguata ai tanti cambiamenti soprattutto tecnologici avvenuti nel campo dell’audiovisivo in questi ultimi anni. 

Noi per primi avremmo voluto maggiore velocità nell’attività di questo tavolo di riforma, i tempi non ce l’hanno concesso, ma, questa è la notizia, il lavoro è già cominciato. Ci auguriamo quindi che qualsiasi partito o coalizione politica che governerà la nostra regione dalla prossima primavera tenga conto del lavoro fatto e delle proposte sul tavolo per migliorare la legge.

La legge 15 non solo ha permesso agli autori di esprimersi, ma coinvolge nel processo produttivo un gruppo ormai molto numeroso di professionalità e di maestranze che si sono formate sul campo, che sono cresciute professionalmente nel corso delle produzioni o si sono avvicinate al cinema grazie al lavoro delle strutture di formazione, spesso di livello universitario, presenti sul territorio regionale. Ma la legge cinema, per la parte che riguarda la produzione, non è diretta solo ai registi o ai produttori sardi,  negli ultimi anni ha attratto anche il talento di registi e produzioni nazionali, che hanno voluto ambientare le loro storie dentro i nostri paesaggi, con opere che hanno girato il mondo centrando festival prestigiosi.

Segnaliamo anche il lavoro importante della Film Commission, che ha offerto supporto alle nostre produzioni e a quelle che in questi anni hanno scelto la nostra isola non solo per produrre film, ma come sfondo per spot pubblicitari, serie televisive nazionali ed internazionali, coinvolgendo molti lavoratori del cinema isolani. 

Il cinema sardo viene visto oggi come  un fenomeno di grande interesse dal punto di vista culturale, una sorta di “nouvelle vague”, capace di raccontare storie universali anche se ambientate nell’isola, dentro un immaginario che non è più esplorazione folklorica della nostra storia, ma riappropriazione di uno “sguardo” che si allarga sulle tante anime di una regione che ha ancora  un forte legame con la memoria, con il suo passato, ma è anche in piena trasformazione sociale e antropologica. A questi film si aggiungeranno presto un numero consistente di opere che, sempre grazie alla legge 15, sono attualmente in fase di pre-produzione, alcune di queste opere prime di autori sardi o residenti in Sardegna.

Purtroppo in questi ultimi anni la legge viene attaccata, con ragioni risibili da diverse parti, alcuni propongono di trasformare la nostra regione in un grande “parco giochi cinematografico”, dando la maggior importanza alle produzioni capaci di promuovere l’immagine dell’isola felice, incontaminata, capace di esaltare i sapori dei nostri cibi, di promuovere i nostri prodotti agroalimentari. Ricordiamo che per questo esiste un assessorato come quello al Turismo che ha appunto lo scopo di promuovere l’immagine dell’isola nel mondo. Il suo meritorio lavoro, però, non ha a che fare direttamente con la produzione di cultura, con il cinema di qualità, con la formazione del pubblico, con la capacità di promuovere la crescita culturale e sociale che il cinema ha e che la legge regionale sul cinema ha saputo valorizzare negli ultimi anni, con bandi volti a promuovere la produzione di progetti di interesse culturale regionale, lo studio del cinema nelle scuole di ogni ordine e grado e nell’università, i convegni, i festival, le rassegne, i premi che hanno saputo portare il cinema e i suoi protagonisti presso il pubblico dei piccoli e grandi centri dell’isola. 

Noi non crediamo, come alcuni propongono (non si sa a quale titolo e con quali competenze specifiche), in una deriva “cineturistica”  della nostra legge, crediamo nel cinema come promozione del territorio, crescita culturale e sociale dell’isola,  dei suoi talents e delle sue professionalità.

Secondo alcuni il modello del futuro cinema sardo dovrebbe essere la serie televisiva “l’Isola di Pietro” con Gianni Morandi, ormai alla seconda stagione e che va per la terza, che ha ricevuto un fortissimo contributo dall’assessorato al Turismo per diffondere, con un prodotto che non ha nessuna ambizione culturale, l’immagine di un’isola magnifica come Carloforte. Un prodotto televisivo, popolare, che ha migliorato, dicono alcuni dati, il flusso turistico dopo la sua messa in onda. Tuttavia, pur rendendo i meriti promozionali del caso, questo non può rappresentare un esempio, o l’unico, virtuoso di produzione cinematografica locale, perché a fronte di un cospicuo finanziamento non ha coinvolto se non in ruoli secondari e marginali le tante professionalità del cinema presenti nell’isola. 

E’ questo quello che vogliono coloro che criticano la legge? E’ questo il loro modello? Trasformare il cinema in pubblicità? Un’isola sfondo? Un’isola che come spesso è stato in passato, releghi i lavoratori sardi a ruoli minori? 

Stiamo costruendo grazie alla legge cinema un futuro di lavoro per i nostri giovani, vogliamo essere noi a decidere del nostro futuro, vogliamo che a parlare della legge sul cinema, siano quelli che con fatica e sudore  lo fanno ogni giorno, vogliamo certo dialogare con tutte le forze politiche della nostra Regione, non apprendere dai giornali quale dovrebbe essere secondo una forza politica che si accorge solo ora del cinema dicendo, tra le righe, che la legge non funziona, proprio ora che  il film di un giovane autore sardo come Bonifacio Angius con il suo “Ovunque Proteggimi”, reduce dal Festival di Torino, sta conquistando  l’attenzione del pubblico nazionale  e gli elogi della critica, e che il film di Paolo Zucca “L’uomo che comprò la luna” che a breve sarà in sala, e presentato al Festival di Roma e in concorso a Busan in Corea,  dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, che questa è una legge giusta e importante.

La nostra voce e le nostre competenze sono disponibili a partecipare, come abbiamo fatto finora, a un tavolo di confronto che possa rendere la nostra legge migliore, nell’ottica prevalente e prioritaria dello sviluppo del cinema come forma d’arte, come mezzo d’espressione, come strumento di crescita non solo economica, ma anche culturale e sociale. 

Siamo sulla buona strada grazie all’applicazione della legge, solo continuando questo percorso il cinema potrà veramente diventare “un’industria sostenibile”, che sappia produrre vera, universale, ricchezza.

 

I link delle pubblicazioni:

http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/01/05/cinema-moviementu-giu-le-mani-da-legge_bc0d375a-e3ee-4e47-b4c4-e6af2f43df0d.html

https://www.rainews.it/tgr/sardegna/notiziari/video/2019/01/ContentItem-4b836085-1752-41a5-b921-69c68bc25553.html

http://www.videolina.it/articolo/tg/2019/01/05/cinema_sardo_parla_moviementu_per_noi_un_momento_positivo-78-818725.html

https://tg24.sky.it/cagliari/2019/01/05/cinema-moviementu-giu-le-mani-da-legge.html

Cinema sardo pronto a dare battaglia: “Nessuna riforma alla legge regionale”