IL CINEMA IN SARDEGNA E LA PAZIENZA CHE FINISCE

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CONFERENZA STAMPA DI MOVIEMENTU (13 SETTEMBRE 2013)
13 settembre 2013

IL CINEMA IN SARDEGNA E LA PAZIENZA CHE FINISCE

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Abbiamo deciso di pubblicare sulla home del nostro sito il comunicato che abbiamo redatto e fatto pervenire nei giorni scorsi agli organi di stampa. Si tratta di un nostro bilancio, da utenti, sull’operato della Film Commission soprattutto nell’ultimo anno, da quando cioè, abbiamo deciso di incontrarci fra operatori del settore cinematografico e audiovisivo della Sardegna, per perseguire insieme lo svulippo del nostro settore. Per chiedere che venga data al cinema la possibilità di diventare, in sardegna, UN’INDUSTRIA SOSTENIBILE.

 

Abbiamo, per tutto il 2013, difeso l’operato della Film Commission, pur facendo presente la sua sostanziale inefficienza, adducendo quest’ultima a mancanza di personale, di mezzi, di fondi, di indipendenza della Film Commission stessa, a causa di una cecità politica che aveva portato l’assessorato competente a trascurare il tema “cinema”. Col tempo però, ci siamo resi conto che il problema non era solo lí. Abbiamo quindi chiesto in modo diretto e nelle sedi adeguate un cambio di rotta, una maggior trasparenza nelle scelte, una maggior chiarezza negli indirizzi, una maggior partecipazione e apertura. Abbiamo chiesto alla direzione più concretezza e meno promesse. Abbiamo chiesto che la Film Commission diventasse ciò che doveva essere e cioè prima di tutto uno strumento a disposizione degli utenti, che non sono artisti, ma lavoratori e imprenditori. Il cambio nel quale avevamo sperato, finora, non c’è stato. E allora abbiamo deciso di comunicare quali sono le nostre impressioni, il nostro bilancio, le nostre richieste. Lo abbiamo deciso insieme, noi 190 soci di Moviementu, attraverso l’assemblea generale e l’assemblea del direttivo, gli organi che abbiamo scelto per prendere insieme le decisioni importanti. E questo è quanto:

 

IL CINEMA IN SARDEGNA E LA PAZIENZA CHE FINISCE

Abbiamo atteso con pazienza.

Una delle finalità di Moviementu (rete-cinema-Sardegna), è quella di imprimere accelerazioni ai processi  politici riguardanti il settore cinematografico e audiovisivo, non far passare troppo tempo, mettere in atto una prassi che ha come obiettivo quello di far partire la nostra industria, di avere immediati riscontri, perché questa industria deve dare risposte al bisogno di lavoro di un settore che potrebbe diventare una delle grandi risorse di questa isola. Una battaglia che Moviementu ha svolto come meglio ha potuto, fino ad oggi, non solo per i suoi 190 soci ma anche per tutti gli altri operatori, autori, maestranze, produttori che operano o vogliono operare in Sardegna.

Abbiamo atteso con pazienza, dicevamo. Ora di pazienza non ne abbiamo più.

Questa lettera è una sorta di ultimatum, di potente richiamo alla politica e alla sua lentezza. La nostra “piattaforma” (consultabile all’indirizzo web:http://www.moviementu.it/moviementu/chi-siamo ) era un punto di partenza, da cui si sarebbe dovuta iniziare una discussione fattiva,  riprendere vigore, energia.

Non siamo più disposti ad aspettare, tutto il nostro settore va preso in mano e fatto funzionare, badando solo ed esclusivamente all’interesse di chi ci lavora e dei sardi tutti.

Il cinema è una possibilità di sviluppo, un comparto con centinaia di lavoratori in attesa di misure semplici e concrete per vedere il proprio settore funzionare a dovere, come succede in tante altre regioni italiane. Il cinema è la possibilità di raccontare noi stessi, la nostra storia, le nostre culture. Il cinema è la possibilità di formare talenti e professioni. Il cinema è anche un potente mezzo di diffusione dell’immagine della nostra isola nel mondo, un grande attrattivo per il turismo, un volano “sostenibile” di sviluppo economico del territorio.

Per questo, ovunque, le Film Commission regionali nascono con il preciso scopo di fungere da enti di sviluppo territoriale, in modo diretto per il tessuto produttivo del comparto cinematografico e in modo indiretto per l’economia della regione, attraverso la promozione del territorio e l’economia legata alle necessità logistiche delle troupe (vitto, alloggio, servizi di ogni genere).

Quando la SFC è stata attivata, abbiamo da subito sostenuto che andasse dotata di adeguate risorse, credendo nella sua necessità e aspettando con fiducia che agisse per far funzionare il settore, per perseguire i suoi scopi.

Da quasi un anno facciamo presente alla Presidenza della Fondazione SFC la necessità di un deciso salto qualitativo della stessa, segnalando la gravissima situazione in cui versa il settore nell’Isola.

La finanziaria 2014, grazie anche a una lunga battaglia posta in essere dal mese di luglio 2013 fino ad oggi, dal nostro movimento, assegna alla legge Cinema e SFC 2.900.000,00 euro, cifra che consente di espletare tutti i bandi di contributo legati alla produzione, la diffusione, la ricerca e la formazione e al funzionamento della Film Commission.

Tutto ciò premesso, dobbiamo segnalare che nonostante i diversi solleciti e le numerose richieste di una programmazione il più possibile condivisa con gli operatori del settore, ad oggi non abbiamo idea della linea di sviluppo per l’anno in corso e per quelli a seguire.

Gli ingranaggi della Film Commission, attualmente, non funzionano.

I motivi sono vari ed oggettivi: mancanza di risorse umane e economiche, ma anche (e a questo punto, soprattutto) comprovate lacune organizzative per la difficoltà dimostrata dalla direzione di mettere in moto la macchina, di dare risposte, di supportare concretamente la fase produttiva, di metterla a regime, di dare certezze ai bandi, alla loro tempistica, di avere un ufficio organizzato funzionante.

Le carenze che riscontriamo sono a tutti i livelli: un cda assolutamente isolato nelle proprie strategie (si veda la lettera di dimissioni di Rossana Castangia, ex membro del cda della Film Commission, pubblicato integralmente sul sito di informazione cinematografica Cinemecum) e una direzione che a nostro avviso non ha saputo interpretare le esigenze delle produzioni.

LA DIREZIONE / CUSTOMER SATISFACTION

Dopo una lunga assemblea generale di Moviementu, tenutasi a Bauladu l’8 marzo, si è deciso (in attesa che una buona pratica di questo genere venga adottata dalla stessa Film Commission) di inaugurare un registro di “customer satisfaction”, ovvero di raccogliere le esperienze degli utenti della Film Commission (per ora di quelli facenti parte della nostra associazione). Quelle positive e quelle negative.

Il ritratto che viene fuori per ora dalle testimonianze non è certo di quelli entusiasmanti.

Nella fattispecie questi sono i punti dolenti di tipo generale nella relazione con gli interlocutori/utenti della Film Commission (al di là delle singole doglianze):

1 –  Poca comprensione da parte dell’attuale direttrice del ruolo di un direttore di film commission, un ruolo che dovrebbe essere

a) di cerniera: operativo degli indirizzi del Consiglio e di ascolto degli operatori con istanze da portare in consiglio;

b) di efficacia nei confronti degli operatori: con chiare indicazioni sui modi con cui utilizzare le funzioni della film commission;

c) di informazione nei confronti degli operatori: con una costante e regolare diffusione di notizie, certe e utili, e delle relazioni instaurate utili per il settore;

d) di efficiente gestione: correttezza nella pubblicazione di bandi, agilità della macchina operativa, responsabilità nell’attuazione del ruolo, puntualità nel rispetto degli impegni presi;

2 – Eccesso di promesse agli operatori che danneggiano gli operatori stessi. Un esempio per tutti i “Bandi energia verde” promessi prima entro natale poi entro febbraio, poi sventolati a marzo come specchietto per le allodole durante il festival Skepto di Cagliari… ed ora?

Ma molti altri casi come nello specifico

3 Eccesso di attribuzioni di merito;

4 Verbosità e inconcludenza nell’interlocuzione;

5 Troppa attenzione verso l’esterno (attenzione: non verso le produzioni esterne, ma verso gli organismi istituzionali esterni con risultati di poca utilità);

Tutto ciò porta a dire

a) non si individua un pensiero, una visione o a quali visioni e indirizzi si stiano applicando (anche per responsabilità del consiglio) ma nel ruolo il direttore generale si dovrebbe avere l’urgenza di pretenderlo;

b) ruolo svolto in modo non corretto e approssimativo.

• bandi sbagliati, ingestibili, non attrattivi

• promesse di aiuto quasi mai mantenute

• mancata risposta alle domande dell’utenza, frequente irreperibilità

c) sbilanciamento delle funzioni in favore di relazioni esterne dove forse c’è più un vantaggio personale che per l’istituzione anche se viene poi detto il contrario;

d) presentazione di successi e di risultati ottenuti e che appaiono tutti risultati di facciata, senza nessuna ricaduta reale sul territorio ma un’altra volta solo di tipo relazionale personale;

Da tutto questo è scaturito in troppi casi un danno effettivo economico, d’immagine e di carriera per i diversi utenti, siano essi produzioni, autori, o lavoratori.

 

LA PRESIDENZA

Dalla presidenza ci saremmo aspettati più coraggio nelle scelte, più determinazione, una maggiore rapidità nella messa in pratica di politiche precise e condivise con la base, con chi lavora e crea nel cinema e nell’audiovisivo sardo e, oltretutto, una maggiore trasparenza.

Abbiamo aspettato, nella scorsa consiliatura, sperando che il presidente prendesse le distanze da una politica culturale che non ha posto il cinema fra le priorità del precedente assessorato, e che ripristinasse un modus operandi del tutto trasparente (ricordiamo i primi fondi ospitalità, assegnati nel 2013 senza previo bando).

Di fatto, invece, il presidente ha accettato e avvallato scelte confuse, ambigue, senza opporre una sua visione, anzi, aggiungendo spesso confusione alla confusione e pasticci al pasticcio, schermandosi dietro l’impossibilità d’azione impostagli (a sua detta) dalla giunta di allora (quella che lo aveva scelto alla presidenza della Film Commission).

La scelta di formare delle commissioni  interne alla regione e al cda per giudicare i progetti presentati nei vari bandi della legge cinema del 2013 (cortometraggi, festival, formazione, etc.) è uno dei problemi più grossi che abbiamo avuto, una situazione che non dovrà più ripresentarsi: non accetteremo più prassi di questo genere, attendiamo che le cose buone della legge vengano realizzate senza ambiguità. La velocità non basta, ci vuole anche la trasparenza. Certezza dei fondi assegnati ad ogni voce della legge, certezza nei tempi, certezza nei criteri di assegnazione dei fondi (pubblicazione delle graduatorie complete, con le motivazioni ed i punteggi ottenuti da tutte le candidature dei vari bandi).

Si aggiunga a questo che, di quei bandi, non sono mai state inviate le lettere ufficiali di comunicazione di attribuzione del contributo e che la prima comunicazione ufficiale sui bandi 2013 arriva il 13 febbraio 2014 ed è la richiesta di rendicontazione dei progetti beneficiari dei contributi, entro il 14 marzo 2014, a pena revoca dei benefici stessi.

Il risultato è che molti beneficiari hanno dovuto esporsi per onorare gli impegni presi e rendicontare in fretta e furia per poi sentirsi rispondere che non vi è alcuna previsione dei tempi con cui i contributi verranno emessi. Non ottenendo risposte dalla direzione ci si è rivolti, come associazione al presidente. Senza alcuna risposta.

Un disastro.

Durante ripetuti incontri (dal mese di dicembre ad oggi) con il presidente, ci siamo sentiti promettere l’apertura di un grande tavolo di lavoro per la discussione e la messa a sistema di tutto il settore (legge cinema – film commission – cineteca regionale – situazione delle sale – formazione e quant’altro). L’ultima volta ci è stato promesso per il 4 di aprile, data di inaugurazione dei nuovi locali della Film Commission. Inutile dire che né i locali sono mai stati inaugurati, né sono mai stati convocati gli agognati “Stati Generali del Cinema”, né è stato aperto, ad oggi, alcun tavolo di lavoro.

Non solo: la sensazione è che le manovre avvengano nell’ombra, senza condivisione. Oppure che in realtà non stia avvenendo niente di niente e che si aspetti, non si sa che cosa.

Cosa succede sul versante “cineporto”? Esiste la possibilità che questo venga ospitato nella Manifattura tabacchi, come a suo tempo dichiarò l’allora DG dell’assessorato alla Cultura, Conti? A che punto sono i contatti per creare una reale collaborazione con le attrezzerie e le sartorie dell’Ente Lirico? Che rapporti si stanno creando con le strutture ricettive locali? Che accordi? A che punto è la ricerca e la catalogazione delle location sarde (l’attuale sito della FC si presenta come un sito di promozione turistica e non certo come un sito tecnico adeguato alla funzione che dovrebbe avere)? E quella delle professionalità?

Il nulla.

Ad oggi, gli unici database di professionisti del settore cinematografico e audiovisivo consultabile liberamente on line senza iscrizione o password di nessun tipo, sono quelli di Moviementu (che peraltro raccoglie solo per ora i curricula dei soci che hanno avuto il tempo o la volontà di inserirlo) e quello, ancora precedente alla istituzione della Fondazione Film Commission, della rivista Web sul cinema Cinemecum..

Ancora: sempre il presidente ci ha più volte detto di essere d’accordo con la maggior parte delle misure contenute nella nostra Piattaforma per lo sviluppo del Cinema in Sardegna. Eppure, fino ad oggi, non vediamo traccia di un lavoro che porti il nostro settore nella direzione indicata nei precisi e concreti punti programmatici contenuti nella piattaforma e più volte condivisi non solo con la FC, ma anche con gli assessori passati e presenti, e con il Presidente Pigliaru (che l’ha in gran parte apprezzata e che a suo tempo caldeggiò la sua inclusione integrale nel sito ufficiale della sua candidatura).

L’unico segnale che arriva è il…

NUOVO BANDO PER IL DG DELLA FILM COMMISSION

Secondo lo statuto della FSFC, la figura del direttore “decade” insieme alla giunta regionale e resta in carica solo per ulteriori altri 90 giorni (tra l’altro non si capisce perché decada il direttore, cioè un ruolo tecnico, e non la presidenza e il cdaun ruolo politico nominato dalla precedente amministrazione). Per questo motivo viene indetto un nuovo bando di selezione per titoli e colloquio. Il bando, uscito da appena una settimana, scadrà il 19 maggio.

Lo stipendio proposto per l’incarico di DG della FSFC (65.000 euro lordi per un incarico full time di Direttore Generale, che non permette altri incarichi in contemporanea) ci sembra inadeguato in quanto poco attrattivo per professionalità eventualmente esterne all’isola (e quindi con spese di trasferimento e alloggio sul nostro territorio) e del livello (giustamente) richiesto dal bando e dall’importanza del ruolo per il futuro del cinema e dell’audiovisivo nella nostra isola. Eppure quest’anno la Film Commission ha a disposizione ben 1 milione di euro per il proprio funzionamento! Inoltre i criteri scelti per la selezione (pur corretti e giustamente selettivi), non sono corredati da una dettagliata griglia di valutazione, lasciando così ampia discrezionalità di valutazione al cda della Film Commission, chiamato, secondo statuto, a scegliere il nuovo direttore e conferirgli l’incarico  e passibile, così, di richieste di sospensive e ricorsi al TAR.

La sensazione è che l’attuale bando sia stato scritto col preciso scopo di favorire la riconferma dell’attuale direzione. A parte la sensazione diffusa che un secondo mandato dell’attuale direzione non sortirebbe migliori risultati rispetto al primo (non solo in seno ai soci di Moviementu – ricordiamo che si tratta di un numero abbastanza significativo di chi si occupa professionalmente di cinema e audiovisivo in Sardegna – ma anche a detta di altri colleghi esterni all’associazione) , il rischio è che gli eventuali ricorsi possano poi causare una nuova, lunga fase di immobilismo. Il colpo di grazia per la film commission e per il cinema in Sardegna.

Alla luce di quanto sopra riportato chiediamo al presidente e al cda della Film Commission un immediato cambio di rotta in assenza del quale saremo pronti a dare la massima visibilità, in ogni sede, alla nostra protesta.

Il direttivo di Moviementu, rete-cinema-Sardegna

in rappresentanza dei suoi 191 soci.