LEGGE REGIONALE SUL CINEMA, BANDI, COMMISSIONI, POLEMICHE E RICORSI: LA POSIZIONE DI MOVIEMENTU.

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LEGGE REGIONALE SUL CINEMA, BANDI, COMMISSIONI, POLEMICHE E RICORSI: LA POSIZIONE DI MOVIEMENTU.

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Moviementu Rete Cinema Sardegna, associazione che riunisce con i suoi più di duecento iscritti una parte molto rilevante di chi in Sardegna lavora nel cinema a tutti i livelli, esprime soddisfazione per il fatto che, per il quarto anno consecutivo, la legge regionale n.15 del 2006 (detta “legge cinema”) abbia ricevuto dalla giunta regionale il necessario finanziamento. Grazie a questo fatto, hanno potuto aver corso i bandi 2017 che, fra l’altro, andranno a finanziare ben ventidue cortometraggi, sette lungometraggi di cui tre opere prime, e cinque sviluppi di sceneggiature originali. Una base importante che porterà (nei tempi permessi a tutte le case di produzione dal completamento dei rispettivi budget produttivi) a una notevole vitalità per il settore e contribuirà alla crescita non solo degli autori ma anche, se non soprattutto, della professionalità delle maestranze locali e a quella delle produzioni locali che finalmente potranno concorrere per dei sostegni che ne permettano la crescita.

Moviementu ci tiene a ricordare che la legge cinema, oltre alla produzione cinematografica, attraverso dei bandi, figli di articoli specifici, sostiene la formazione attraverso le borse di studio, i laboratori scolastici e la ricerca, festival, rassegne e premi ed è quindi importante capirne la rilevanza.

Per ottenere i risultati sopra citati è necessario, secondo i dettami della legge cinema, il lavoro di una commissione tecnico-artistica che valuti i progetti. Quest’anno la commissione ha per la prima volta espresso le motivazioni dei punteggi  e questo ci sembra un notevole passo avanti.

In merito alle polemiche che leggiamo sui social e su siti internet riguardanti casi specifici in cui autori o produzioni hanno ravvisato errori di valutazione che hanno avuto come effetto la loro esclusione dal beneficio, ci trovano in disaccordo totale certi atteggiamenti offensivi nei confronti dei componenti della commissione tecnico artistica. Non abbiamo motivo alcuno per ritenere che, anche ove avesse commesso degli errori di valutazione (ricordiamo che come ogni anno, la commissione ha ricevuto molto tardi i numerosi progetti da analizzare e che il tempo a disposizione è stato conseguentemente molto breve), essa non abbia agito con la massima preparazione, serietà, imparzialità e, aggiungiamo, spirito di servizio giacché i compensi della stessa commissione sono a tutt’oggi limitati al riconoscimento poco più che simbolico di un gettone di presenza per le loro riunioni.

Crediamo, tuttavia, con altrettanta chiarezza, che tutti i nostri colleghi abbiano il sacrosanto diritto di utilizzare, se lo ritengono, gli strumenti legali a loro disposizione per chiarire quelle situazioni che a loro parere li ha visti ingiustamente giudicati, ed eventualmente ottenere che, ove vi siano stati errori, questi vengano sanati.

Ci trovano infine in disaccordo anche le polemiche nate intorno al criterio della “valorizzazione dell’identità regionale” che nel novero dei punteggi necessari all’ottenimento del sostegno regionale ha una parte molto consistente.

Anche se, probabilmente, si potrebbero individuare ulteriori strumenti da fornire alla commissione per valutare questo criterio, ci pare che il principio sia giusto e legittimo, e che non costituisca necessariamente una penalizzazione per nessun tipo di cinema; sono stati infatti finanziati, negli anni, progetti in cui il concetto di “valorizzazione dell’identità regionale” ci pare sia sempre stato applicato in modo del tutto libero da costrizioni di tipo propagandistico-pubblicitario o folcloristiche.

Ci pare importante che la legge cinema regionale non sia un semplice doppione della legge nazionale, ma una legge con un carattere proprio che, oltre che dare impulso all’industria cinematografica in Sardegna tout court, ne difenda e valorizzi (nel senso di attribuire valore, non di abbellire aspetti negativi che vanno descritti per quello che sono) la cultura anche e soprattutto negli aspetti delle sue peculiarità culturali, artistiche, sociali, etnografiche, di costume, e persino identitarie, e che sia capace di difendere i suoi talents, siano essi autori, tecnici, maestranze artistiche attori o quant’altro.

Ricordiamo che nel 2008 la Regione Autonoma della Sardegna ha dovuto incrementare il punteggio attribuito alla valorizzazione dell’identità regionale in ottemperanza alle disposizioni dell’Unione Europea, secondo le quali in mancanza di questo adeguamento, il contributo sarebbe stato considerato “aiuto di stato” e quindi bloccato.

Riteniamo infine che i risultati della legge regionale sul cinema non possano essere valutati semplicemente in base ai risultati che i film da essa finanziati avranno al botteghino nei prossimi due o tre anni, ma per la crescita professionale e l’occupazione che sapranno generare sul territorio e soprattutto per la capacità di creare opere audiovisive che restino nel tempo, anche se il ritorno in termini di visualizzazioni non sarà immediato ma prolungato nel tempo.

Crediamo infine che le polemiche sorte in merito al mancato finanziamento del film “Loro” di Paolo Sorrentino, siano piuttosto prive di fondamento. Il progetto è stato sottoposto, come tutti gli altri, alla valutazione della medesima commissione tecnico artistica e, a giudizio della commissione, ha ottenuto dei punteggi inferiori rispetto ad altri film che sono stati ritenuti più in linea con i parametri di valutazione ad essi imposti dalla legge. Anche in questo caso vale il principio che se la produzione ritenesse di essere stata ingiustamente valutata, avrebbe facoltà di adottare gli strumenti di legge previsti per avverare e sanare tale ingiusto trattamento. Non vale però, per noi, il principio secondo il quale la semplice posizione di vantaggio rappresentata dall’essere, quello del film, un regista premiato con l’Oscar e la sua casa di produzione una delle più potenti sul territorio nazionale, debba bastare a rendere obbligatorio, per la commissione chiamata a giudicare i progetti di tutti, e per la Regione Sardegna, il finanziamento a quel film attraverso i bandi previsti per la produzione di lungometraggi di interesse culturale regionale.

Ricordiamo infine che la legge cinema prevede altri strumenti per finanziare film come quello del premio Oscar anche qualora non vengano finanziati dai bandi della legge cinema. La legge stessa prevede infatti l’esistenza della Film Commission e questa è dotata di un hospitality fund apposito e di strumenti in appoggio delle piccole e grandi produzioni che girano in Sardegna i loro film. In questo senso auspichiamo che sia i bandi della legge cinema che la Film Commission vengano costantemente potenziati.

Moviementu Rete Cinema Sardegna