MOVIEMENTU IN RISPOSTA A SALVATORE MEREU

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MOVIEMENTU IN RISPOSTA A SALVATORE MEREU

salvatore unione

Comunicato Stampa

Moviementu in risposta a Salvatore Mereu

L’Associazione Moviementu Rete Cinema Sardegna ha difeso la legge n°15 del
2006 in tutte le sue forme da quando si è costituita nell’agosto del 2013. Uno dei
motivi principali per cui l’abbiamo fatto è quello di far sì che i finanziamenti regionali
per il Cinema diventassero finalmente un intervento organico per lo sviluppo del
cinema in Sardegna e smettessero di avvenire in modo discontinuo e seguendo binari
della discrezionalità.
È la prima volta da anni, e ne siamo sorpresi, che si vede un provvedimento
come quello avvenuto in sede di variazione di bilancio a favore del film Assandira.
Salvatore Mereu dice che non è la prima volta che opere cinematografiche nella nostra
regione vengono finanziate direttamente. Ma non ricorda forse che i casi di cui parla
sono avvenuti quando la legge era ferma, non finanziata, e soprattutto quando
Moviementu non esisteva ancora.
Salvatore Mereu sa benissimo che anche in occasione del finanziamento del
2016 a cui fa riferimento, tutto avvenne all’interno della legge, fu un provvedimento
dell’allora assessore Claudia Firino che autonomamente decise di destinare dei fondi
al sostegno dei progetti fra quelli, nei bandi dell’anno precedente, che pur avendo
abbondantemente conseguito il punteggio necessario per accedere al sostegno
regionale non erano stati finanziati per insufficienza di risorse sulla legge.
Mereu dovrebbe ricordare, come dimostrano i documenti pubblici, che
Moviementu cercò di opporsi allora, proprio per evitare deroghe all’ordinaria e
corretta gestione dei bandi di legge. Non si ebbe successo in quell’azione e l’assessore
proseguì col suo proposito, ma comunque non vi furono in quel caso finanziamenti
extra legem, né ad personam.
Come può Mereu affermare che da parte di Moviementu non ci sia la massima
attenzione per il suo lavoro? La sua è una delle società isolane (una, tuttavia, non
l’unica) che producono cinema in Sardegna, esiste anche grazie alla legge, ha ricevuto
fondi attraverso regolari bandi, ha ottenuto finanziamenti che hanno reso possibile la
realizzazione di film dentro i quali hanno lavorato molti professionisti e soci della
nostra associazione, cresciuti professionalmente grazie alla legge cinema. È ovvio che
per fare un film un autore deve avere il sostegno dei lavoratori, è uno scambio
reciproco. Ma nessun autore dovrebbe usare il fondamentale lavoro delle maestranze
come scudo per giustificare finanziamenti regionali ottenuti al di fuori, e in
aggiunta, a quelli già ottenuti dai bandi che legge di settore promuove.

E inoltre falso che la nostra associazione non si sia espressa sulle produzioni
nazionali come quella che produce la serie TV “L’isola di Pietro”. Sappiamo bene che
i fondi di quel finanziamento non arrivano dalla Cultura, ma dall’assessorato al
Turismo, sono un tentativo di promuovere il territorio usando un mezzo popolare
come la televisione, sappiamo anche che poco hanno a che fare con la cultura e più
con la promozione turistica. Ma anche il quel caso, seppure il sostegno del Turismo
ebbe il meritorio risultato di accendere nuovo interesse turistico verso l’Isola di
Carloforte (e quindi centrare il proprio obbiettivo), Moviementu denunciò
pubblicamente le criticità: a fronte di un cospicuo sostegno regionale infatti, non fu
firmato nessun accordo per l’assunzione di maestranze sul territorio, o comunque non
ebbe nessun esito apprezzabile risultando l’occupazione sul set, oltre alle comparse e
figurazioni, di pochissimi professionisti del cinema.
Fin dal primo anno di produzione de “L’Isola di Pietro”, partecipammo a
incontri ufficiali con i dirigenti dell’assessorato al Turismo per chiedere che in futuro
venisse imposto un vincolo di assunzione a fronte di un finanziamento
sull’audiovisivo.
La nostra associazione è nata anche per questo. Per far sì che la legge cinema
venga rispettata e rifinanziata, crediamo nel suo sviluppo come fattore culturale e
industriale, ma non vorremo più sentire parlare in futuro di finanziamenti ad personam
che riprendono vecchie abitudini della politica, che credevamo ormai superate.
Crediamo che tutti gli operatori del cinema in Sardegna debbano avere le stesse
opportunità dentro regole chiare e certe.
Oggi l’eccellenza del cinema sardo fortunatamente ha tanti nomi. Di registi, di
produttori, di artisti, attori e maestranze. La politica ne tenga conto in futuro prima di
riservare trattamenti privilegiati a un autore o a una produzione rispetto alle altre.