LETTERA DI MOVIEMENTU AL MIBACT DIREZIONE GENERALE CINEMA: UNA NOTA TECNICA SULLA NUOVA LEGGE CINEMA NAZIONALE: . Leggi il testo integrale

PUBBLICATI I BANDI “CULTURE VOUCHER”: BANDI IMPORTANTI, MA ANCHE UNA DELUSIONE PER GLI OPERATORI DELL’AUDIOVISIVO
25 Novembre 2016
SENZA PASSARE DAL VIA: IL 29 E 30 NOVEMBRE A CAGLIARI IL NUOVO FILM DI SANNA E SIOTTO
27 Novembre 2016

LETTERA DI MOVIEMENTU AL MIBACT DIREZIONE GENERALE CINEMA: UNA NOTA TECNICA SULLA NUOVA LEGGE CINEMA NAZIONALE: . Leggi il testo integrale

  • Nell’ambito dei tavoli istituzionali aperti dalla DG Cinema con istituzioni, portatori d’interesse, associazioni di categoria e rappresentanze sindacali, Moviementu ha fatto pervenire ieri, 24 novembre 2016,  alla DG Cinema la nota tecnica prodotta dal gruppo di soci che si è riunito per l’analisi del testo del DL 2287, recentemente approvato dal Parlamento e con cui, di fatto, si riforma tutto il settore italiano dell’audiovisivo. Questo il testo inviato all’attenzione del MIBACT – Direzione Generale Cinema:

cover-legge-cinema

Nota su DL 2287 Disciplina del cinema e dell’audiovisivo

Moviementu – Rete Cinema Sardegna è un’associazione di categoria che raggruppa circa 150 operatori della filiera cine-tele-audiovisiva della Sardegna. Nata nell’agosto del 2013, è diventata in pochi anni la più grande associazione in Sardegna che riunisce i lavoratori che operano nel settore dimostrando di essere un importante interlocutore delle istituzioni e combattendo impegnative battaglie per la tutela, il sostegno e lo sviluppo del comparto.

Un comitato interno, presieduto dal Presidente e da alcuni membri del Direttivo, ha esaminato il DL 2287 recentemente approvato in via definitiva dal Parlamento italiano, ai fini di valutarne gli aspetti innovativi e di riforma del settore, alla luce delle esigenze e delle necessità sociali, territoriali e di mercato della nostra isola.

Pur ritenendo importante e ormai necessaria l’approvazione di uno strumento di riforma atteso da decenni, intendiamo affidare alla presente nota un nostro parere tecnico da far pervenire ai tavoli del Ministero dei Beni Culturali, ai fini della redazione dei decreti attuativi del provvedimento di legge.

Innanzitutto condividiamo la scelta di sostenere anche quelle produzioni che non potrebbero facilmente operare sul mercato e i giovani talenti così come trovare soluzioni affinché si allarghi e si avvicini il pubblico alle sale cinematografiche. Tuttavia, così come già evidenziato da altre associazioni di categoria, auspichiamo che con la redazione dei decreti attuativi si incida realmente affinché i contributi selettivi vengano assegnati ai giovani autori, alle opere prime e seconde, ai film difficili e alla promozione (festival, rassegne, internazionalizzazione), e che venga, possibilmente, scorporata dal fondo la quota riservata agli enti di settore (Istituto Luce-Cinecittà, MIAC, Biennale di Venezia e Centro Sperimentale di Cinematografia) in quanto, a nostro parere, non strettamente allineate alle finalità della legge e capaci di sottrarre una quota importante alla produzione delle opere di cui sopra, in una situazione che prevede già risorse notevolmente sbilanciate a favore delle opere “commerciali”. A questo proposito, si ritiene opportuno che si stabilisca una diversa ripartizione tra la quota percentuale sulle risorse assegnata al reference system e quella assegnata alla quota del fondo selettivo. Questo affinché l’aumento del volume finanziario costituisca un reale vantaggio e garanzia di sviluppo per tutte le componenti della filiera.

Nel contempo lamentiamo però la scarsa attenzione per le realtà indipendenti e periferiche. In particolare per quella che, come la Sardegna, negli anni recenti hanno iniziato a investire nella filiera cinematografica creando interessanti occasioni di sviluppo in settori non tradizionali. Peraltro constatiamo che ben poco spazio trovano le specificità culturali decentrate e in particolare le minoranze linguistiche riconosciute.

Pertanto si ritiene che nei decreti attuativi si debba intervenire per ridurre il peso di queste aspetti.

Sarebbe dunque auspicabile che con riferimento all’art. 26 comma 4, il decreto del Ministero da emanare entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della legge debba prevedere ulteriori contributi selettivi per i progetti di scrittura o sviluppo di opere audiovisive che valorizzino le minoranze linguistiche riconosciute, ovvero che siano stati considerati di rilevante interesse dalle amministrazioni regionali ai sensi della normativa cinematografica in vigore nelle singole Regioni.

Ugualmente, le disposizioni tecniche applicative degli incentivi e dei contributi di cui all’art. 12, comma 3, con riferimento all’incentivazione della nascita e della crescita di nuovi autori e di nuove imprese di cui alla lett. b, dovrebbero prevedere forme di incentivi per i territori economicamente svantaggiati. Altrettanto dicasi in riferimento all’art. 27 comma 4, dove il decreto del Ministero da emanare entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della legge, relativamente alle attività indicate all’art. 27, comma 1, lett. h, dovrebbe prevedere specifici interventi nei territori a forte disagio economico nel meridione e nelle isole.

Infine, si apprezza la previsione di stanziamento di una cifra considerevole per la formazione dei giovani e per l’educazione al cinema senza la quale il rischio di annullare nell’arco di poche generazioni il pubblico delle sale è concreto. Ma perché gli interventi in tale ambito siano realmente incisivi essi devono essere condotti in sinergia con le istanze operanti nei diversi territori mettendo in rete esercenti e associazioni cinematografiche, per quanto attiene i luoghi di fruizione, e università per ciò che riguarda il coordinamento dei processi formativi. Anche questo si auspica che venga recepito nei decreti attuativi.

Cordiali saluti,
Il Direttivo www.moviementu.it